Intervista Dallari Stampa

INTERVISTA A STEFANO DALLARI

Medico odontoiatra e studioso del Tibet

IL TIBET ALLA RICERCA DELLA LIBERTA’

CURRICULUM

Amico personale del Dalai Lama, il Dott. Stefano Dallari (1952) vive ed esercita come medico odontoiatra a Reggio Emilia ed ha scoperto il fascino della cultura e della religione tibetana nel 1982, quando, assieme ad un collega il dott. Ugo Ferrari di Modena, si è recato nel Ladakh, il Tibet Indiano, per una inedita tesi di Specialità in Odontoiatria per l’Università di Modena: “I monaci buddisti tibetani hanno i denti cariati?”. Al di là del sorriso dei denti, Dallari scopre il “sorriso dell’ Anima” di questa gente, sempre pronta alla gentilezza, alla solidarietà, con la religione buddista perno di una società equa e vitale. Una preziosa esperienza di vita, dai forti connotati spirituali capace di arricchire anche la quotidiana pratica medica e che ispira a Dallari un impegno verso questo popolo: da allora, infatti ritorna spesso nell’area himalayana per aiutare concretamente il popolo tibetano. L’amore per il popolo tibetano e la sua millenaria cultura, ha anche portato il nostro dentista reggiano a fondare, nel 1990, la Casa del Tibet-Onlus, sull’Appennino reggiano, nel borgo medioevale di Votigno di Canossa, la prima realtà del genere in Europa. Il centro ospita il Museo del Tibet, inaugurato nel 1999 dal Dalai Lama stesso ed è visitato ogni anno da migliaia di persone spinte dall’interesse verso la cultura del Tibet e alla ricerca di Spiritualità e Meditazione.


INTERVISTA A STEFANO DALLARI

Medico odontoiatra e studioso del Tibet

IL TIBET ALLA RICERCA DELLA LIBERTA’

Qual’è il suo sogno più grande? Quello di liberare il Tibet senza violenza, ridare una patria al Dalai Lama e al suo popolo e diffondere una visione basata sulla costante unione tra Scienza e Spiritualità. E la sua visione politica? Qualche premessa prima di rispondere: il Dalai Lama, oltre ad essere la guida politica del suo paese, è un monaco buddista di altissimo livello spirituale e questo è fondamentale per comprendere le sue decisioni politiche che hanno sempre ,come base, il rispetto per Madre Terra, la fratellanza universale, la non violenza, il bene di ogni essere vivente, un amore illimitato per tutti, fino a considerare “Maestri” i suoi nemici. Il Governo Cinese ha interpretato come debolezza innocua la disponibilità disarmata del Dalai Lama e non ha mai dimostrato nessuna seria volontà di risolvere la questione tibetana. Cavalca da anni pretesti per rinviare ogni decisione negoziata, cerca in ogni modo, come nel caso dell’incontro recente del Dalai Lama con Obama, di far pesare il proprio peso economico per ricattare le Nazioni che si impegnano ad aiutare il Tibet. Inoltre pratica, con sempre più durezza, il pugno di ferro all’interno del Tetto del Mondo . Questo ostinato, violento atteggiamento ha insanguinato il Tibet ed esasperato i Tibetani spingendo una parte di popolo a rimproverare al Dalai Lama una linea troppo accondiscendente nei confronti della Cina. In realtà, io penso che non debba essere il Dalai Lama a cambiare la sua visione, ma la Cina a cogliere la disponibilità sincera del Dalai Lama per risolvere pacificamente la questione Tibetana. E anche il mondo stesso, con forza, deve mettere la Cina davanti a questa responsabilità, non solo per la giustizia e il bene dei tibetani, ma anche per il bene del mondo intero che vedrebbe finalmente una disputa risolversi non con le armi e la violenza, ma con il dialogo, la comprensione reciproca, la non-violenza. Un esempio che darebbe alla Cina, terra,ricordiamolo sempre, dall’immenso patrimonio culturale, il prestigio di grande Nazione, non solo di colosso economico. Per questo la mano tesa del Dalai Lama è per la Cina un’occasione da cogliere subito e, dopo tante tornate a vuoto, è necessario un vero Negoziato con la precisa volontà di raggiungere una soluzione equa. Il segnale del nuovo clima è uno solo ed inequivocabile: un incontro diretto,in Cina o fuori dai confini cinesi, fra il Presidente cinese Hu Jin Tao e il Dalai Lama. Il mondo intero saluterebbe questo incontro storico con speranza e con gioia. Per il bene di tutti. Quali dati scientifici inediti ha riportato dalle sue missioni in Tibet? I monaci tibetani hanno bellissimi denti, senza carie, anche in assenza di igiene orale, grazie ad una alimentazione tradizionale senza zuccheri, mentre i bambini della stessa etnia,dediti ad una alimentazione occidentalizzata con grandi quantità di zuccheri, hanno molte carie e la mancanza di cure adeguate rende la situazione una vera piaga sociale. Quali risultati concreti ha ottenuto a favore della popolazione tibetana? Abbiamo aperto uno studio a Dharamsala, nel Nord dell’India, nella cittadina dover vive in esilio il Dalai Lama, ed in seguito uno a Bylakuppe, nel Sud dell’ India, per assistere gratuitamente i profughi tibetani e formare i dentisti locali. L’ultima missione, in ordine di tempo è stata quella dell’agosto 2009, quando con Guido Corradi, Presidente dell’Amdi di Reggio Emilia, abbiamo creato, sulle montagne dell’ amato Ladakh, una tenda “Dental Clinic” per curare i tibetani richiamati a migliaia dagli insegnamenti del Dalai Lama. La regina dello Zanskar ci ha fatto da assistente.